05/10/2026 ‐ 17/10/2026
165 milioni di anni di isolamento, da quando Gondwana spinse il Madagascar nel mare, separandolo dalle coste africane, hanno obbligato le specie viventi nell’isola a evolversi secondo un percorso proprio.
Il risultato di questa evoluzione tangenziale sono migliaia di specie animali e vegetali endemiche, altrove introvabili, i cui ambasciatori più famosi sono certamente i lemuri, infraordine di primati, che derivano il nome dal latino lemures, gli spiriti della notte della mitologia romana, in riferimento ai loro grandi occhi dall’aspetto spiritato e al verso simile a un gemito di sofferenza.
Un viaggio in Madagascar comincia spesso da Antananarivo, una città che si arrampica sulle colline come certe capitali africane raccontate da Kapuściński, tra palazzi coloniali scoloriti e scalinate che odorano di carbone e riso cotto. Qui la storia è nei nomi francesi delle strade, nei mercati dove la lingua malgascia conserva inflessioni austronesiane, memoria di rotte antiche che attraversavano l’Oceano Indiano ben prima delle carte europee.
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