11/10/2025 ‐ 15/10/2025
Se Roma è una formosa matrona adagiata su sette colli, i Castelli sono un filo di pietre preziose che pendono dal suo collo. Gioielli che brillano da secoli grazie al lavoro congiunto della natura e dall’uomo.
Il privilegio della villeggiatura nei Castelli Romani che nel Settecento ristorava lo spirito di papi, principi e cardinali mutò nel secolo successivo nelle ottobrate, scampagnate di un giorno o al massimo di un fine settimana, ai vigneti già carichi d’uva matura, con pranzi all’aperto o sotto i pergolati, fino a divenire, nel Ventennio fascista, calendario di autarchiche sagre paesane a uso dell’Opera Nazionale Dopolavoro.
Il luogo dello spirito divenne dello stomaco, cedendo al consumo di vino e porchetta, che almeno loro, continuano a essere buoni come allora. E come allora Roma intanto prospera sulle rovine di Alba (Tito Livio).
aperte iscrizioni